Mar. Ott 20th, 2026

GUERRA AL NARCOTRAFFICO NELL’ATLANTICO: blitz italo-portoghese contro i “taxi della droga”. Sequestro record e un morto dopo lo speronamento

In azione la guardia di finanza di Brescia e la polizia portoghese, che hanno intercettato un go-fast carico di cocaina. È il secondo maxi blitz in pochi mesi: sottratti alla criminalità quasi 9 tonnellate di stupefacente

di Fabio Buonofiglio

BRESCIA – I radar li hanno intercettati mentre fendevano le onde dell’Atlantico alla velocità d’oltre 70 nodi. A bordo di un gommone oceanico “go-fast“ lungo più di dieci metri, spinto da una batteria di motori fuoribordo ruggenti, c’erano tre uomini e una stiva zeppa di “mattoni” di cocaina purissima:

quasi 4 tonnellate, destinate a inondare il mercato europeo.

La corsa folle dei narcotrafficanti – due cittadini spagnoli e uno originario di Gibilterra – s’è conclusa al largo della penisola iberica dopo un drammatico inseguimento ad alta velocità, culminato in un impatto violentissimo con un’imbarcazione della polizia marittima portoghese. Per uno dei corrieri spagnoli non c’è stato nulla da fare:

nonostante il soccorso immediato e il trasporto d’urgenza via aria verso la terraferma, l’uomo è deceduto per le gravissime lesioni riportate nello scontro. Gli altri due membri dell’equipaggio sono finiti in manette.

Il blitz è il frutto di una complessa sinergia investigativa internazionale che ha visto in prima linea la guardia di finanza di Brescia e le autorità di Lisbona, sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e dell’agenzia europea Eurojust.

Gli “occhi” dell’operazione sono stati i velivoli del Gruppo esplorazione aeromarittima delle fiamme gialle. Grazie a sensoristica d’avanguardia, gli aerei italiani hanno tracciato in tempo reale la rotta del go-fast, guidando sul bersaglio le unità navali portoghesi per l’intercettazione a mare nell’ambito di un Joint investigation team (squadra investigativa comune).

Il carico sequestrato ha numeri da capogiro:

un valore all’ingrosso di circa 115 milioni di euro, capace di fruttare fino a 750 milioni di euro una volta capillarmente distribuito nelle piazze di spaccio d’Europa.

L’operazione accende i riflettori su una logistica criminale sempre più sofisticata e collaudata per la rotta sudamericana. Le grandi organizzazioni transnazionali utilizzano la strategia del cosiddetto drop off:

imponenti “navi madri” salpano dall’America del Sud e rilasciano i container d’ingente valore in punti prefissati del mare aperto. È qui che entrano in gioco i go-fast, considerati i veri e propri “taxi del mare”. Questi gommoni, leggeri, velocissimi e quasi invisibili ai radar convenzionali, recuperano la merce galleggiante e coprono l’ultimo miglio verso le coste del vecchio continente, riducendo al minimo il rischio di tracciabilità per i vertici dei “cartelli”.

L’intervento non è un episodio isolato, ma il prosieguo di un’offensiva sistematica. Già lo scorso mese di luglio una simile operazione nelle acque atlantiche aveva portato all’arresto di quattro persone e al sequestro di quasi 5 tonnellate di cocaina con le medesime modalità.

Sommando i due blitz, la task force internazionale è riuscita a strappare alla criminalità organizzata un totale di quasi 9 tonnellate di droga, infliggendo un colpo durissimo ai flussi finanziari dei narcos lungo la rotta atlantica.

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