di Carmine Greco
Dalle parole del Pontefice alle vicende di Christa Pike e Nidal Hasan: tra giustizia, dignità umana e possibilità di redenzione
Christa Pike, donna di 50 anni, è sopravvissuta a ben due iniezioni letali di Pentobarbital. Lei che nel 1995, a 18 anni, uccise violentemente, per gelosia, una compagna di scuola è stata la prima donna a essere destinata al braccio della morte in Tennessee dal 1820 e la prima, dopo oltre due secoli, a ricevere una condanna a morte nello Stato. Per Christa Pike in molti, durante questi anni, hanno invocato una revisione della pena dopo aver scoperto che agì in condizioni di non perfetta lucidità, per via dei traumi infantili. Rimasta incosciente, sottoposta a ventilazione meccanica e con importanti lesioni ad entrambe le braccia, ha ripreso conoscenza ed è stata riportata in carcere, a seguito di alcuni giorni in ospedale. Il Governatore, Bill Lee, ha disposto la sospensione delle esecuzioni fino alla fine del 2026.
Negli stessi giorni si è fatto un gran parlare della pena di morte che riguarda Nidal Hasan. Trump ha approvato la fucilazione (prevista per il 3 dicembre) per l’ex psichiatra musulmano dell’esercito statunitense, reo di aver ucciso, nel tentativo di impedire ai soldati americani di recarsi in Afghanistan, 13 persone e di averne ferite 32 nella strage di Fort Hood del 2009. A ciò hanno fatto seguito le parole di Pete Hegseth, capo del Pentagono, che ha affermato che la fucilazione sarà eseguita in streaming perché “la gente deve capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di cose”. Dichiarazione a cui ha, poi, aggiunto: “Mi piaceva la mentalità che avevamo nella Seconda guerra mondiale”. Sul caso è, infine, intervenuto JD Vance, che ha dichiarato di non voler assistere alla diretta.
In questo quadro sono piombate le parole nette di Papa Leone XIV, il quale, senza fare esplicito riferimento alle vicende americane, si è appellato alla dignità e all’inviolabilità della persona per scagliarsi contro la pena di morte. Il Pontefice, inoltre, nel post pubblicato su X, ha affermato che i colpevoli non vanno privati della possibilità di redimersi: secondo la sua opinione si deve, piuttosto, ricorrere ad altri efficaci sistemi di detenzione. Sulla stessa onda il segretario di Stato Pietro Parolin, secondo cui “la spettacolarizzazione della morte non è accettabile e non è conforme alla dignità umana” e “ilpensiero della Chiesa è in opposizione totale alla pena di morte, la quale non costituisce alcun deterrente”. I vertici della Chiesa cattolica, dunque, suggerendo l’adozione di una prospettiva radicalmente diversa si sono nuovamente posti in contrasto con l’amministrazione Trump, dopo gli scontri dei mesi precedenti.
In ultimo, Trump, incurante del clamore assunto dalla discussione, ha tombato così: “Sarà fucilato. Non mi interessa davvero come morirà, purché muoia. E penso che la pena di morte sia un modo assolutamente appropriato di procedere nel suo caso”.

