di Alessio Graziosi
I puristi gridano al sacrilegio, la Borsa tentenna, ma mentre il popolo dei social si dispera per l’addio alla benzina, i veri clienti stanno già staccando assegni da mezzo milione di euro.
Guardatevi intorno: c’è un’epidemia di nostalgia da garage. Da quando Maranello ha svelato la Ferrari Luce — il primo bolide 100% elettrico del Cavallino — i custodi dell’ortodossia automobilistica non hanno smesso un secondo di strapparsi i capelli.
“Senza il ruggito del V12 è un elettrodomestico!”, “È la fine della storia!”, “Enzo si sta rivoltando nella tomba!”. E giù con i pianti disperati, mentre qualche analista finanziario azzardava la solita profezia di sventura al primo sobbalzo del titolo in Borsa.
Ma diteci la verità: quante volte abbiamo già sentito questo disco rotto? Successe la stessa identica cosa quando a Maranello decisero di produrre un SUV, la Purosangue. Anche allora i sacerdoti del motore gridarono al tradimento della tradizione. Risultato? Liste d’attesa lunghe tre anni, ordini congelati per troppa richiesta e bilanci aziendali polverizzati al rialzo.

Con la Luce il copione si sta ripetendo punto per punto, ma con una differenza: il finale sarà ancora più trionfale. Perché il purista da tastiera dimentica un dettaglio fondamentale: Ferrari non vende pistoni, vende desiderio. E nel 2026 il desiderio non si misura in decibel, ma in status, tecnologia e capacità di dominare la scena.
Nonostante anche noi possiamo ritenerci amanti di un bel motore che ti faccia tremare dall’interno, è innegabile come questa Ferrari sia un capolavoro d’avanguardia, per innovazione e design, la perfezione fatta a veicolo di quello che è lo sviluppo tecnologico, e se non riuscite a vederlo, probabilmente peccate di lungimiranza.
Basti solo pensare che a Shanghai sono bastati pochissimi minuti per polverizzare i primi 88 esemplari allocati per il mercato cinese. Prezzo? Quasi 4 milioni di yuan l’una — oltre 515.000 euro. Vendute tutte, all’istante.
Fateci sapere cosa ne pensate su questa macchina che ha fatto discutere molto negli ultimi mesi, e se siete d’accordo con la nostra disamina.


