di Fabio Buonofiglio
ROMA – Nel dibattito politico italiano, l’irruzione sulla scena di Roberto Vannacci nell’agosto del 2023 è stata a lungo raccontata come un fenomeno spontaneo, quasi tellurico:
un generale dell’Esercito in vacanza che decide di auto-pubblicare le proprie riflessioni su Amazon, e, complice il polverone mediatico agostano, si ritrova catapultato in cima alle classifiche, e, successivamente, al Parlamento europeo.
Tuttavia, le rivelazioni emerse a tre anni di distanza – con la recentissima nascita del suo partito politico “Futuro nazionale” dopo la rottura con la Lega – dipingono uno scenario radicalmente diverso.
Il successo de Il mondo al contrario non è stato un fulmine a ciel sereno, mail primo step d’una strategia politica pianificata nei minimi dettagli già alla fine del 2022.
Il “Piano B” del generale
Per capire la genesi del libro bisogna fare un passo indietro al maggio 2022, quando Vannacci rientra in Italia da Mosca, espulso dalle autorità russe per ritorsione diplomatica.
Al suo ritorno, i vertici militari lo assegnano alla direzione dell’Istituto geografico militare di Firenze.
Per un uomo d’azione, abituato ai ruoli di comando nei corpi d’élite come il Col Moschin e la Folgore, si tratta di un evidente declassamento.
È in questo momento di stasi forzata che scatta la svolta. Come rivelato da Norberto De Angelis, all’epoca suo strettissimo collaboratore, il generale capisce che la sua parabola militare è al tramonto e decide di tentare la carta politica, puntando alle elezioni europee del 2024.
Il veicolo per accendere i riflettori su di sé?
Un libro.
Sfruttando il molto tempo libero della nuova posizione a Firenze, Vannacci inizia a scrivere con un target preciso in mente:
raccogliere le preferenze necessarie nell’Italia centrale, muovendosi inizialmente in orbita Fratelli d’Italia.
L’arma segreta: l’algoritmo di Ferragosto
La scelta di auto-pubblicarsi su Amazon non è un vezzo, ma una lezione mutuata dall’esperienza d’un altro ufficiale, Fabio Filomeni, che aveva già testato con successo la piattaforma di self-publishing.
L’intuizione che però ha davvero fatto svoltare il progetto è stata la tempistica, apparentemente folle:
lanciare il saggio il 10 agosto.
A ridosso di Ferragosto il mercato editoriale italiano è clinicamente morto. Le case editrici non pubblicano nulla, le librerie sono vuote, il traffico on-line è ridotto al minimo. Ed è qui che s’inserisce il “trucco” algoritmico. Nelle piattaforme di e-commerce, i posizionamenti sono determinati dalla concentrazione di vendite in archi temporali ridotti. In una settimana morta, sono sufficienti poche centinaia o migliaia di copie acquistate simultaneamente per scalare la classifica e finire nella vetrina dei Bestseller.
Il verdetto è impressionante:
nei primi dieci giorni, senza alcuna recensione sui giornali o apparizione in televisione, il libro vende circa 20 mila copie. Una cifra che persino i romanzieri più affermati faticano a raggiungere al debutto con grandi editori.
Tra mobilitazione e retroscena geopolitici
Come si spiegano quelle prime 20 mila copie nel deserto di metà agosto?
È il grande interrogativo che agita la politica italiana.
Da un lato c’è l’ipotesi più lineare:
una fortissima e disciplinata mobilitazione della rete personale del generale, radicata negli ambienti dei paracadutisti e del mondo militare, capaci di fare massa al momento del lancio.
Dall’altro lato, persistono i sospetti – sollevati persino dai suoi ex alleati della Lega dopo la scissione – di “acquisti massicci coordinati” da parte di soggetti legati ad ambienti imprenditoriali o d’intelligence vicini alla Russia, interessati a sostenere una figura marcatamente scettica nei confronti della Nato. Sospetti che, pur in assenza di prove, continuano a pesare sulla figura del generale.
Il resto è storia nota:
il 17 agosto la stampa s’accorge del testo, il ministro della Difesa Guido Crosetto avvia il procedimento disciplinare e la polarizzazione politica fa il resto, gonfiando le vendite fino a quota 300 mila copie.
La parabola de Il mondo al contrario dimostra come l’editoria moderna, se combinata con una profonda conoscenza dei meccanismi digitali e una rete di contatti fedelissima, possa trasformarsi nel più formidabile ed economico trampolino di lancio politico dell’era social.

