di Angelo Meringolo
-Lancio lungo di Dida, corpo a corpo con Fletcher vinto e palla che rimbalza verso Heinze-.
“Quando lo vidi la prima volta mi misi le mani nei capelli:occhialini, pettinatissimo, faccia da bravo ragazzo…Oddio, abbiamo preso uno studente universitario. Poi però è sceso in campo e…Apriti cielo. Ma apriti per davvero, Con il pallone tra i piedi era un mostro. “
-Carlo Ancelotti

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Eleganza e velocità. Estro e fantasia. L’esordio ufficiale targato 1 Settembre 2003, allo stadio “Del Conero” di Ancona, segna l’inizio dell’epopea rossonera, che vedrà Kakà, tra i tanti trofei conquistati, sollevare al cielo il titolo di campione d’Italia in quella stagione, ed anche la coppa dalle grandi orecchie, nella notte magica di Atene del 2007, dove Kakà, ormai stella indiscussa di quel Milan, si prenderà insieme a Maldini e compagni, la rivincita di quella sciagurata notte di Instanbul di due anni prima, contro il Liverpool. E poi la finale del “Mondiale per Club” di Yokhoama, dove il Milan batte per 4-2 il Boca Junior, e Kakà fornisce due assist ad Inzaghi, e marca anche la rete del 3-1, lasciando un segno ancora più profondo, nel cuore dei supporters rossoneri.
-Il difensore argentino viene superato con un sombrero ma non si arrende e lo insegue, Evrà prova a chiudere in diagonale...c'è solo un modo per far passare quella palla-.
“L’avversario più difficile da marcare?Kakà. Sembrava che andasse con un passo continuo e che era facilmente controllabile. Poi all’improvviso ti fregava con un’accelerazione impressionante…”.
-Esteban Cambiasso

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Queste le parole usate da uno storico avversario e rivale come Esteban Cambiasso, che di fuoriclasse nella sua lunga carriera tra Real Madrid e Inter, ne ha incrociati. Ti accorgevi che Kakà era qualcosa al di sopra della normalità da come accarezzava con i piedi la palla, da quello scatto fulmineo che imprimeva dal nulla, lasciando sul posto qualsiasi tipo di avversario. E poi quella giocata caratteristica. Quel destro preciso e potente che s’insaccava sempre all’incrocio dei pali, scagliato dal limite sinistro dell’area di rigore, e “San Siro” che esplodeva e cantava all’unisono “siam venuti fin qua…siam venuti fin qua…per vedere segnare Kakà…”.
-Tocca la sfera con la testa, mettendo a rischio la sua incolumità, mandando fuori tempo sia Heinze che Evrà, che finiscono per scontrarsi tra di loro, lasciando via libera al talento brasiliano, verso la porta di Van der Saar-.
“Mai avevo visto un giocatore così perfetto. Dopo un solo allenamento ho capito che questo era un ragazzo speciale:ha cambiato la marcia del Milan e la nostra storia…”.
-Andry Shevcenko

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L’investitura a “fuoriclasse” arriva da un certo Shevcenko, che del Milan ha scritto pagine indelebili di storia, con vittorie e gol indimenticabili. Oltre alle tante marcature segnate, con la maglia numero 22 rossonera, 77 in 223 apparizioni complessive, Kakà era quel tipo di giocatore che vedeva il passaggio e la giocata giusta, con un tempo di anticipo rispetto agli avversari. Emblematico il passaggio filtrante per Inzaghi che ha propiziato la rete del due a zero nella notte di Atene, che ha concesso al Milan di salire sul tetto d’europa per la settima volta, ed a Kakà, di vincere il più prestigioso premio individuale per un calciatore, il pallone d’oro, l’ultimo, tra l’altro,vinto da un calciatore della nostra Serie A.
-Van der Saar è alto , la sfera viene piazzata perfettamente, con un rasoterra che non lascia scampo al gigante olandese, che prova a distendersi, ma è tutto inutile. La palla si insacca in rete.-

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Mani al cielo sotto una pioggia battente e pubblico a bocca aperta, con tutti i compagni di squadra che corrono ad abbracciarlo. Hai fatto un goal da sogno nel teatro dei sogni. Sei diventato leggenda nell’”Old Trafford” di Manchester.
Il Resto è storia, incisa col rosso e col nero sulle pagine del calcio mondiale.
Smoking Bianco…Musica e Magia…Ricardo Izecson dos Santos Leite all’angrafe, semplicemente Kakà per il mondo intero e per la storia del calcio.

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