di Angelo Meringolo
“Diciamo che all’80% stavo per andare al Real Madrid. Non era un periodo positivo nella Roma, anche se l’allora presidente Sensi avrebbe fatto qualsiasi cosa per me. Il Real mi offriva cifre astronomiche, qualsiasi cosa…Ci ho pensato molto. Ma alla fine la scelta l’ho fatta con il cuore…Se fossi andato lì, sarei stato un calciatore normale, uno dei tanti all’interno di una costellazione di stelle, anche se avrei vinto sicuramente diversi Palloni d’Oro e tre o quattro Champions League. Ma ho preferito restare nella mia squadra, con la mia gente. Vincere uno scudetto a Roma per me valeva come vincerne dieci a Madrid. Sapevo che avrei vinto meno, ma l’amore della mia città valeva più di qualsiasi trofeo.”-Francesco Totti
Basterebbero queste poche righe per descrivere l’intenso rapporto d’amore tra un uomo e la sua città. L’ottavo Re di Roma, così definito dai suoi stessi tifosi, non abbandonerà mai quella piazza. Non riuscì a convincerlo Florentino Perez, l’allora presidente del Real Madrid, con un serratissimo corteggiamento tra la Primavera del 2004 e l’Estate del 2005, e ci tentò senza fortuna anche Silvio Berlusconi, patron del Milan, che a più riprese provò a convincere Totti a trasferirsi all’ombra della “Madonnina”, senza mai riuscire a strappargli un ”Si”, nonostante lo stesso Totti, anni dopo , rivelò che probabilmente l’unica squadra per cui fantasticò di giocare, fu proprio quella rossonera, per il blasone, il fascino e l’importanza della piazza. Un simbolo, un’istituzione, Un’icona della sua generazione.

Ma che giocatore è stato Totti?
Francesco Totti è stato un calciatore straordinario, capace di abbinare una cifra tecnica sublime, ad una forza fisica fuori dal comune. Era dotato di un destro capace di disegnare traiettorie dolcissime, ma anche di sradicare letteralmente la rete per la potenza del suo calcio. Aveva la rara capacità di vedere linee di passaggio prima ancora che la palla gli arrivasse, aprendo spazi per i propri compagni che calciatori “ordinari” non erano in grado di immaginare. Un “numero 10” puro, capace di unire la visione di gioco di un regista, alla concretezza di un grande bomber. Riuscì a marcare, nella sua ventennale carriera, 250 gol ufficiali in Serie A (316 in totale, contando tutte le competizioni, più i gol con la nazionale italiana), diventando il secondo miglior marcatore di sempre della massima competizione nazionale.
Di personalità poi, non ne parliamo. Due episodi su tutti: il leggendario cucchiaio contro l’Olanda, nella serie dei rigori della semifinale, che qualifico’ poi gli azzurri alla “sfortunata” finale di euro 2000 contro la Francia, ed il rigore battuto contro l’Australia a tempo scaduto, nel primo round eliminatorio post gironi, che ha aperto poi agli azzurri le porte dei quarti di finale del mondiale ”trionfale” del 2006.

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LE VITTORIE CON LA ROMA
Con la maglia della Roma, Francesco Totti è riuscito a conquistare 5 trofei : Uno Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane. Di sicuro il punto più alto della sua carriera con la maglia giallorossa, lo raggiunse nel 2001, nella straordinaria annata che consegnò alla Roma il terzo scudetto della sua storia, con Totti autentico trascinatore per tutta la stagione, ed autore anche della rete del vantaggio, nell’ultima e decisiva giornata di campionato contro il Parma, che consegnò l’intera squadra giallorossa ed il suo capitano, all’eterna gloria. Per altre otto volte sfiorò la vittoria in campionato, classificandosi sul secondo gradino del podio, vedendo sfumare il sogno ad un passo dal traguardo. Emblematica fu la stagione del 2010, con la Roma che lottò contro l’Inter in campionato, punto su punto, arrendendosi solo nei 90 minuti finali, e con la stessa squadra giallorossa che capitolò contro i nerazzurri anche nella gara secca della finale di Coppa Italia, con Totti che si macchiò anche di un brutto fallo, rifilando un calcione a Mario Balotelli.

In foto: Totti esulta dopo aver segnato il goal dell’1-0 contro il Parma
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IL TRIONFO “MONDIALE” CON LA MAGLIA AZZURRA
Il rapporto con la maglia azzurra, è stato segnato da momenti di folgorante luce, accompagnati anche da qualche ombra. Protagonista assoluto del dualismo con Del Piero nei primi anni 2000, visse, anche qui da protagonista, il colossale furto degli ottavi di finale contro la Corea del Sud, dei mondiali “nippo-coreani” del 2002, con l’ormai ex arbitro Moreno, che si inventò un’espulsione clamorosa nei suoi confronti, per privare l’Italia del suo giocatore più decisivo. Negli europei del 2004, purtroppo venne squalificato anche qui, con l’ausilio della prova tv, per uno sputo al danese Poulsen, che gli costò le restanti gare dell’europeo, e pregiudicò il cammino degli azzurri che furono eliminati subito alla fase a gironi. Ma le luci furono sicuramente più forti: il cucchiaio contro l’Olanda, nonostante la finale persa poi contro la Francia all’europeo, consegnarono al calcio mondiale un giocatore con le stimmate del campione. E poi la cavalcata trionfale di “Germania 2006”, con Totti che, nonostante un grave infortunio (frattura del perone sinistro e una grave lesione legamentosa della caviglia) patito pochi mesi prima dell’inizio del mondiale, riuscì ad essere uno dei protagonisti dell’ultimo mondiale vinto dagli azzurri.

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IL PERSONAGGIO FUORI DAL CAMPO
Anche fuori dal campo è riuscito a distinguersi, prima finendo sui giornali di gossip per la sua intensa storia d’amore con la showgirl Ilary Blasi, con la quale si sposerà e metterà su famiglia, salvo poi separarsi recentemente, e poi diventando un vero e proprio personaggio “POP”, non disdegnando vari passaggi sul piccolo schermo nei programmi di varietà e dilettandosi anche nella stesura di un autentico best seller come “Tutte le barzellette su Totti (raccolte da me)”, libro che riuscì a vendere circa 1 milione di copie.

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