Lun. Giu 15th, 2026

di Jacopo Maria Salerno

Una scelta dannatamente italiana Il Napoli riparte da Massimiliano Allegri e questa scelta dimostra tutto ciò che c’è di sbagliato nel calcio italiano. Massimiliano Allegri sarà il prossimo allenatore del Napoli,e in questo momento nella mia testa risuona solamente Stanis La Rochelle, personaggio interpretato da Pietro Sermonti nella serie Boris, che coon il suo fare da attore internazionale ripete “sei troppo italiano”. Se nella serie questa battuta è presa come una esagerazione comica, in questo caso rappresenta la triste realtà della nostra Serie A. La scelta di Aurelio De Laurentis di affidare la panchina della squadra partenopea ad Allegri rappresenta una scelta tipicamente italiana, e che mostra tutto ciò che c’è di sbagliato nel calcio italiano di club. Solo in Italia un allenatore che la domenica fallisce un obiettivo pienamente alla portata come quello di portare il Milan in Champions league, il giovedì successivo può chiudere l’accordo per sedersi sulla panchina di un’altra grande del nostro calcio. Solo in Italia un allenatore che negli ultimi anni ha collezionato più fallimenti che trofei in bacheca avrà l’ennesima occasione di allenare una squadra che ,sulla carta, punta al titolo. Solo in Italia il palmares ormai impolverato di Massimiliano Allegri può pesare di più di quello che si vede in campo da diverse stagioni. Un allenatore che non mostra e non vuole mostrare segni di gioco propositivo, rimasto ad una versione tattica dannatamente vecchia e obsoleta, avrà ora in mano una squadra che solamente un anno fa alzava lo scudetto al cielo. L’immagine di Allegri con la tuta sociale del Napoli deve far riflettere. Perchè in Europa non vediamo le stesse cose? Perchè fuori dallo stivale calcistico preferiscono dare una possibilità ad allenatori giovani, senza palmares importanti ma con idee nuove di un calcio propositivo e moderno? La risposta è una sola ed è molto semplice: nel nostro paese guardiamo solo il risultato. Preferiamo chi ha già vinto, anche se non vince da tempo. Andiamo sull’usato sicuro, anche se l’usato non è più quello di una volta.

Credits image:Sportal.it

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *