di Angelo Meringolo
Il futuro della Nazionale Italiana e della FIGC passa da un bivio cruciale che porta il nome di Paolo Maldini. Con l’insediamento di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio, il piano di rifondazione del calcio azzurro prevede l’introduzione di una figura chiave: un Direttore Tecnico di forte spessore istituzionale e sportivo. L’obiettivo principale è creare un collante tra i club di Serie A, la federazione e la panchina dell’Italia, rimasta vuota dopo l’addio di Rino Gattuso.Malagò ha individuato nell’ex capitano del Milan il profilo perfetto per guidare il nuovo corso. Un corteggiamento serrato che sembrava destinato a un passaggio di consegne storico, capace di riportare Maldini in prima linea dopo la brusca rottura con la proprietà RedBird al Milan nel giugno 2023. Nelle ultime ore, tuttavia, lo scenario ha subito una brusca frenata. Secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, Maldini parrebbe orientato a rifiutare la proposta della FIGC. Una scelta che, se confermata ufficialmente, costringerebbe Malagò a virare rapidamente su un piano B per non rallentare la programmazione sportiva. Tra i profili alternativi più accreditati per la scrivania di DT circola già il nome di Frederic Massara, storico braccio destro di Maldini in rossonero. Ore decisive, dunque: l’Italia attende di capire da quale leader ripartire.

IL MALDINI DIRIGENTE
L’excursus dirigenziale di Paolo Maldini si sviluppa in un quinquennio intensissimo, affrontato con la stessa fermezza che ne ha caratterizzato la carriera sul campo. Rimasto lontano dai quadri societari per quasi un decennio dopo il ritiro, Maldini rientra nel Milan nell’agosto 2018 come Direttore dello Sviluppo Strategico sotto l’egida del Fondo Elliott. È solo il preludio alla sua promozione a Direttore Tecnico nel giugno 2019, momento in cui assume le redini del mercato coadiuvato da Frederic Massara e Zvonimir Boban.La sua gestione si distingue immediatamente per una filosofia precisa: coniugare la sostenibilità finanziaria dei giovani talenti all’innesto di leader carismatici. Il capolavoro si compie nella primavera del 2020 quando, difendendo fermamente il tecnico Stefano Pioli dal quasi certo sbarco di Ralf Rangnick, Maldini blinda l’unità del gruppo. Da quel momento il Milan spicca il volo, culminando con la conquista dello storico 19° Scudetto nel maggio 2022 e con il premio per Maldini come Best Director of the Year ai Globe Soccer Awards. Intuizioni come Theo Hernández, Rafael Leão e Mike Maignan portano la sua firma, siglata spesso attraverso incontri personali in cui il suo blasone si rivela decisivo. Il passaggio a RedBird nell’estate 2022 incrina tuttavia gli equilibri: la visione aziendale basata su algoritmi e dati contrasta insanabilmente con il modello classico di Maldini. La frattura definitiva si consuma il 5 giugno 2023, con un esonero improvviso che chiude un’era di rinascita sportiva e identitaria.


